Sunday, 17 March 2013

Lavorare giornalmente per smontare donne potenzialmente serene - Pensieri di una "culona dentro" a ruota libera

Stasera in un programma di moda ho sentito dire questa frase: "Diciamoci la verità(gnè gnè), nessuna donna ama i propri fianchi!!".
Ovviamente è stato un uomo a pronunciare la frase.



E, sempre ovviamente, sarei voluta tornare indietro nel tempo al momento della registrazione, entrare da una finestra con un salto rompendo il vetro tipo stuntman, corrergli in faccia e, ad un millimetro dalla sua espressione sbigottita, dire:"E' quello che volete farci credere voi, stronzi!".
Molto melodrammatico, ma vi assicuro che questo è quello che ho pensato.
Perché grazie a quell'essere malaccorto e poco benedetto, stasera ho realizzato che a 28 anni suonati io non odio i miei fianchi, bensì li amo: sono rotondi, abbondanti e sono una delle poche che vedo in giro che possa vantare una corporatura a pera piuttosto proporzionata.
Sono proprio una delle poche che possa vantare di avere dei fianchi!
Ora, voi potreste obbiettare che dico così per reazione, perché sono solo una culona inacidita e quindi devo infamare chi è diverso da me.
Io per tutta risposta me ne sbatterei e continuerei col discorso.
E in effetti c'è di più!
Posso addirittura affermare che a quest'età ormai veneranda amo quasi di tutto di me e il resto mi sta per lo meno abbastanza simpatico.
Amo i miei capelli robusti, lucidi, fluenti e con un castano con riflessi rossi leggerissimi; amo i miei occhioni enormi che sono talmente grandi che le palpebre non riescono a stare del tutto aperte; mi sta simpatico il mio sguardo da pesce lesso, che si accentua quando mi annoio o disapprovo flebilmente; amo il mio collo sottile e lungo; mi è simpatico il mio capoccione che mi preclude l'indosso della maggior parte dei cappelli; amo le mie spalline magre e delicate; mi stanno anche simpatiche le mie culotte de cheval che mi seguono dalla prima adolescenza in giro per il mondo; e pure alla mia trippetta voglio un bene dell'anima.
E penso che tutto quell'odio per me stessa che provavo nell'adolescenza non l'avrei mai conosciuto se fossi nata in un altro posto. Quest'odio ce lo inculca la nostra società.
So che è un discorso trito e ritrito, ma stasera non posso fare a meno di soffermarmici.
Non so se conoscete le giunonica Tata May.
Be', scrivendo adesso mi è venuto in mente proprio lei: la Tata May è una tata meravigliosa.
E' accogliente quando bisogna confortare, ferma quando c'è da educare e spumeggiante quando bisogna ritrovare l'allegria. E non mi dite che la televisione è tutta falsità, io voglio credere che lei sia davvero così.
La Tata May è piuttosto in ciccia ma non sembra in piena paranoia come ognuna di noi: lei viene dalla Nigeria, dove a quanto pare le donne piacciono belle formose, proprio come lei.
E quindi lei arriva qui in Italia e dimostra a tutti il carisma di cui bisogna essere dotate per gestire una casa ed aiuta i genitori a diventare grandi e responsabili.
Quando la vedo penso al sole e mi verrebbe voglia di andare da lei ed appoggiare la testa sulla sua spalla per farmi consolare, di che poi non si sa.
La Tata May non è fashion, non è glamour, ma per me è un cavolo di esempio di seguire.
E non solo a livello di umanità ma anche a livello estetico, perché quando la guardo mi sembra proprio che la sua dolcezza mista a forza la rendano sicura e bella da guardare.
Non voglio dire qui che essere fortemente sovrappeso sia positivo o che bisogni essere per forza cicciose per essere belle, non fraintendetemi.
Vorrei solo farvi capire che questo che viviamo noi è tutto un delirio, anche piuttosto marcatamente idiota.
Non riesco proprio a capire quest'appiattimento, non comprendo nemmeno vagamente perché ognuna di noi non possa semplicemente essere quella che è senza doversi fare troppi problemi.
Ci facciamo imporre modelli di donne tutte molto magre, tutte molto simili e divise in tipologie rigide, e tutte photoshoppate all'inverosimile.
Che poi... ma come cacchio si fa a somigliare ad una foto ritoccata?
Un gatto che si morde la coda!
Se questa sarabanda folle dell'immagine della donna non esistesse, non odieremmo i nostri corpi con quella cattiveria infame che sappiamo riservare solo a noi stesse.
Sono convinta che siamo nate piacendoci, accettandoci e amandoci. Tutti i bambini sono così.
Siamo nate serene e non ci siamo accorte dei nostri "difetti", o meglio, delle nostre peculiarità, finché qualcuno non ce le ha fatti notare.
Perché devo desiderare così tanto di avere un naso piccolo e dritto quando Madre Natura me ne ha regalato un imponente?
Canoni di bellezza, mi direte. Armonia dei tratti, rinforzerete.
Ebbene, una Callas o una Noa, donne dai tratti decisi, dai nasi pronunciati, io le trovo di una bellezza davvero iconica.
Queste donne sono delle eccezioni, non perché in pochi hanno creduto alla loro mascherata in cui si credevano dive, ma perché loro sono state fra le poche elette che hanno realizzato che la loro diversità dai canoni correnti le rendeva speciali, e la loro personalità dilagante ha fatto poi il resto.
Portare avanti un solo modello di donna ha un solo, ma ricercatissimo, effetto. 
Vende.
E' solo questo.
Fa girare l'economia.
Per raggiungere quel modello dobbiamo avere tutte le 38, i denti in un certo modo, il nasino alla francese, il "capello fatto"(come dicono le donnine anziane da queste parti), la borsa di Luigi Vuittone.
E tutte queste cose vanno comprate!
Ora non mi aspetto che dall'oggi al domani tutte smetterete di avere le paranoie.
Non è molto facile raggiungere la pace dei sensi, e senz'altro la sottoscritta ne è lontana.
E non mi aspetto nemmeno che andiate in giro conciate come alcune femministe sessantottine estremiste con occhiali a fondo di bottiglia, tette raso ginocchia e ascelle allo stato brado.
Questo blog parla prevalentemente di trucco e di bellezza in generale e sarebbe proprio contro ogni mio canone!
Quello che mi aspetto è che riflettiate.
Se siete fra quelle che si schiaffeggiano le cosce con aria stomacata come se fossero dei pezzi di letame cuciti ai vostri femori magari potreste provare a fare un paio di cosine: cambiare la vostra espressione di orrore in un sorriso, prendere la vostra mano santa e fare una carezzina alla sopraddetta coscina di pollo e dirle "Cara coscina di pollo, grazie che mi porti in giro per il mondo, ti voglio tanto bene!".
E magari provare a fare così con tutte le parti del vostro corpo, un po' di volte al giorno: mentre vi mettete la crema per il corpo, la sera quando siete sotto al piumone al calduccio oppure sotto la mattina appena sveglie quando vi guardate allo specchio.
E vi assicuro che sarà anche molto più facile andare in palestra a modellarlo un po' questo vostro corpo; sarà più agevole cucinarvi qualche piatto sano; sarà anche meno penoso infilarvi il costume quest'estate.
Smettere si riservarci questo trattamento di giudizio e crudeltà e di farci manipolare dalla società potrebbe essere importante più di quanto crediate.
Quando non si ama sé stessi non si riesce ad amare gli altri(altra banalità).
Magari potremmo riuscire finalmente a non gioire della cellulite altrui e ad essere più umane tra noi ragazze?
Pensateci. E non è un'esortazione!
Fiamma